


Il nostro è il secolo dell’emergenza. Emergenze sociali, ambientali, territoriali, in senso lato. Riteniamo che progettare sia un’arte ed un mestiere che deve rispondere al proprio tempo e che pensare l’architettura necessiti di una visione intelligente del futuro che si desidera costruire, tutti insieme.
Riteniamo che oggi, una visione globale, interdisciplinare, complessa e dialettica, debba portarci verso progetti che costituiscano un momento di rottura con gli errori del passato. Non più architettura dei grandi gesti eloquenti, sacrificando le prerogative di economicità, o vice versa, abnegazione delle grandi necessità culturali collettive alle quali l’architettura deve rispondere più di ogni altra arte, producendo scatole si funzionali, ma aggressive per gli utenti che la vivono.
Eco-conpatibilità, architettura dell’apertura, della trasparenza, vista anche in senso culturale, della condivisione, amica dell’ambiente e delle persone che ne usufruiscono, una dolce cantilena che sia canto popolare diffuso e cultura raffinata in una soluzione pensata, disegnata, con saggezza, coraggio ed emozione.
L’intelligenza, la logica dialettica delle cose ed i rapporti complessi del progettare che proponiamo, spingono ad una qualità totale, che va anche a toccare il confort in ogni sua dimensione spazio-sensoriale, per un’esperienza che sia della più alta fruibilità per ogni cittadino che ne usufruirà, per così dire, i primi concetti di qualità del vivere l’edificio, luogo di condivisione e cittadinanza.
Quanto al cielo, non può essere progettato, ma dipenderà da quanto riusciremo, da progettisti e da cittadini, a mantenere il pianeta un luogo sano per il futuro dei nostri figli.
Fabio Azzato
Gregorio CarboniMaestri
Massimiliano Pescio